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B.1.3.2

LUTETIA

Paris 1972 - 76
di

VITTORIO MAZZUCCONI
Introduzione (2/2)
 

Introduzione
 
 
Parigi, in cui Vittorio Mazzucconi opera per quindici anni, oltre al periodo già passatovi nella sua giovinezza, è per lui un'esperienza fondamentale, una grande apertura di idee, di orizzonti, di possibilità espressive. Il suo esordio è l'edificio dell'Avenue Matignon 22, in cui il tema di inserire un'architettura moderna in un contesto storico si rovescia nel suo opposto: come inserire la memoria della storia nell'esperienza contemporanea. La facciata esprime poi anche quella centralità, quel cuore, che il progetto per Milano aveva individuato come il suo frutto supremo. Così, quando avviene una volta la comprensione del nucleo - a Milano, la Città dei Navigli - ciò permette di rendersi subito sensibili alla presenza del nucleo in ogni altro luogo: ed ecco così emergere il nucleo di Parigi, il suo cuore, di cui questa facciata si fa sofferta ferita. Come pure la prospettiva apocalittica del libro di Milano diventa in questo edificio e in molti altri progetti per Parigi, l'annuncio della distruzione e insieme di un'armonia, di una nuova civiltà.

Oltre alla facciata Avenue Matignon, testimoniano di questa tensione creativa tanti altri progetti: fra i primi la proposta per le Halles con la grande Arca. L'idea era nata in sintonia profonda con l'archetipo, il simbolo di Parigi, che ha in comune con un vascello la congenialità con il fiume, ma è stata ripresa tanti anni dopo da altri alla Défense.

Il progetto Aix-Etoile per una piccola città satellite nei pressi di Parigi esprime il tema della fondazione, come se un pezzo di periferia potesse, come per incanto, ricuperare la sacralità della nascita di una città vera, come ai tempi dell'antica Roma. Poiché Parigi stessa era stata una città romana, con il nome di Lutetia, il progetto Aix-Etoile ne rivive in un modo misterioso la nascita.

Altre Arche ricorrono poi nel progetto per il Centro Culturale di St-Germain-en-Laye, o in quello dell'Opera-Bastille, o alla Villette ecc. in un continuo e fecondo flusso creativo.

Un'Arca viene poi realizzata nel Massiccio Centrale, nel paesaggio magico del Lioran, un vulcano del Cantal, insieme a un villaggio turistico disposto ad arco di cerchio in bordura alla piccola prateria alluvionale che ne ha colmato il cratere mentre, all'altro estremo, si staglia e sembra avanzare come una nave la grande Arca delle Nevi.

La Citadelle, infine, porta in un tipico quartiere di Parigi, l'Avenue d'Italie, lo spirito di un complesso fortificato, un pò, si direbbe, per resistere all'aggressività di un ambiente involgarito dai peggiori eccessi delle torri anni '50 e un pò, forse, per mettere in risalto la grande dolcezza e privacy dell'architettura interna, protetta appunto dalle fortificazioni su strada.

Vittorio Mazzucconi ha poi fatto dei progetti anche in altre città francesi. Fra queste Nancy, che ha uno splendido centro Settecentesco, purtroppo in sfortunata contiguità con la zone du Canal, in stato di abbandono e degrado, che il progetto di Mazzucconi recupera, disegnando nuove scenografie, percorsi e monumenti intorno al bacino in cui essi si specchiano.

  Anche in questo caso, assistiamo a una fusione della storia, della topografia, della belleza e del degrado stesso, delle motivazioni più realiste e di quelle poetiche che volano al di sopra del contingente, dei simboli associati all'archetipo di una città e di quant'altro...in un'armonia, soffusa di pathos numinoso, di cui Mazzucconi conosce la chiave segreta.