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B.1.6.1

PROGETTI RECENTI


1991 - 2003
VITTORIO MAZZUCCONI
 

Introduzione
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Nel 1991 c’è stato un grande cambiamento nella vita di Vittorio Mazzucconi: egli ha lasciato allora non solo il suo Studio della Fornace degli Angioli ma anche la stessa pratica professionale, per coltivare altri interessi improntati alla meditazione, alla pittura, ai viaggi, all’amore. La professione aveva d’altra parte lasciato dietro di sé l’amarezza di troppi insuccessi, per sfociare infine in un completo oblio. Non solo Mazzucconi si è sentito dimenticato e emarginato durante tutti questi anni ma, soprattutto, “ha dimenticato”perfino di essere un architetto, avviandosi nel cammino solitario della ricerca di se stesso e del conseguente distacco. E’ su questo terreno che è nata allora l’esperienza della Fondazione a cui ha egli ha donato le sue opere: è nata appunto dal bisogno di donare ciò che non era stato accettato. Oltre a conservare tali opere, la Fondazione ha lo scopo di portare avanti un lavoro di difesa e di servizio degli stessi ideali di verità, arte, umanità, cosa che ha fatto con diverse iniziative e soprattutto con il progetto della Cittadella della Cultura, donato a Milano.
Oltre a questo lavoro, c’è stata tuttavia un’attività di progettazione anche in questo periodo. Pur se non molto impegnata, essa si è infine centrata nell’opera forse più importante di Mazzucconi: la Piramide del Palatino. Questo progetto, che ha richiesto alcuni anni di studio, non fa però più parte di una vera e propria attività professionale, ma è piuttosto un’opera “votiva”, come lo sono stati in fondo tutti i progetti di Mazzucconi e la Fondazione stessa: ossia opere fatte in nome di una esigenza interiore, di un intimo comandamento e non di un interesse economico o politico, e certo neppure di un impulso intellettuale o di una moda.
Sono quindi di questo periodo alcuni progetti:





Ultimi progetti Ateniesi

Sono l’ultimo contributo ad Atene, interrotto dalla rottura dei rapporti con il Committente, che ha cancellato anni di collaborazione in un modo veramente inqualificabile.






Sala per Concerti
a Copenhagen.

E’ da notare la spontanea consonanza con i grandi tetti della zona, mentre la presenza del Canale rende appropriato il richiamo al tema della grande nave. Essa fa pensare all’Arca delle Nevi, costruita da Mazzucconi nel Massiccio Centrale. Dalla recente esperienza Greca viene anche l’immagine del tempio dorico inserito in questa forma.





Spreeinsel

Il progetto urbanistico per un rinnovamento dell’antico Centro di Berlino si centra sul tema dell’antico Castello, raso al suolo durante e dopo l’ultima guerra, risuscitandone l’immagine in un modo legato ad una grande forma plastica, sulla prospettiva della Unter den Linden. Ancora una volta un’Arca, che si fa potatrice dei tesori di una cultura, di una superiore identità.





La Piramide del Palatino


E’ l’idea di celebrare la mitica nascita dell’antica Roma e il suo Impero con il progetto di una piramide rovesciata, il cui vertice è appunto nel centro della “Roma quadrata” di Romolo. La Piramide si trasforma in nave o vela, rivolte verso l’oriente, mostrando così la sua natura di tempio.





Beic


Una proposta per la nuova Biblioteca Europea di Milano, in netta antitesi all’impostazione ufficiale del programma. Nasce così l’idea di una “Arca della conoscenza”.





Case di abitazione


A fronte dei grandi progetti con finalità pubbliche, quando Mazzucconi disegna delle case, segue un’ispirazione molto più legata al sentimento, come lo è quello della casa e della famiglia, anche con forme legate alla tradizione.





Lofts


La dismissione di aree ex industriali ha portato recentemente alla loro trasformazione in lofts, aprendo così un modo più moderno di concepire l’abitazione.





L'Arca del Duomo


L’ultimo progetto di Vittorio Mazzucconi propone la costruzione di un edificio in forma di piramide rovesciata nella Piazza del Duomo a Milano. Esso ha l’intento di porre rimedio alla bruttezza di questa piazza, di recuperarne la memoria storica, di testimoniare infine l’unità fra pensiero religioso e impegno urbanistico e civile.





Dagli ultimi progetti, di Arche e di Piramidi, riprende nuova vita o almeno un suo senso e una centratura anche la Fondazione. La ricerca interiore che aveva cercato di esteriorizzarsi, coinvolgendo altre persone e altre idee in un’opera ideale (vedi La Cittadella della Cultura) si conclude con delle opere che stimolano a un’apertura spirituale.

Si può dire che l’Angelo del Logo della Fondazione trova adesso la sua contropartita non più nell’uomo chiuso e sofferente di cui deve spezzare le catene, ma in un ideale triangolo che lo completa, che è poi lo stesso della piramide rovesciata. Il gesto divino dell’angelo, dall’alto al basso, è integrato a quello dell’uomo che aspira ad elevarsi, dal basso all’alto.