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B.1.2.B1

MEDIOLANUM

progetti per Milano e la Lombardia
di

VITTORIO MAZZUCCONI
La Città a Immagine e Somiglianza dell'Uomo (1/6)
 
Piano urbanistico per Milano, 1967
 


Indice progetti MEDIOLANUM

English



Vittorio Mazzucconi
"La Città a Immagine e Somiglianza dell’Uomo"
Hoepli 1967







Il libro si compone di due parti: la prima è dedicata a uno studio sulla città, dalla sua origine ai nostri giorni, che ne delinea non solo le forme e le problematiche ma, in un senso quasi esoterico, l’anima. Si prepara la nascita della città nuova nello stesso modo, naturale e segreto, in cui i evolve un organismo dal concepimento alla nascita. La seconda parte riguarda invece Milano, iniziando dal suo sito, percorrendo le tappe della sua storia fino allo sviluppo odierno. Tutto ciò è paragonabile alla nascita e allo sviluppo di un essere umano finché esso giunge all’età adulta e si confronta con l’esperienza della vita. Questa esperienza è appunto il modo in cui l’anima si esprime, scende nella realtà, la supera dolorosamente per poi liberarsi in una visione, che è nello stesso tempo un’apertura spirituale e una prospettiva concreta, anche se ai più sembrerà utopistica, del futuro della città.

Prima parte

Il libro inizia con l’immagine della pianta, non solo perché essa fa pensare al modo di sviluppo di una città radio-centrica ma perché la pianta è il simbolo profondo di ogni processo vitale, anche in senso trascendente. La prima illustrazione del libro è di Giotto: San Francesco che predica agli uccelli, davanti a un albero. Non è certo un approccio urbanistico in senso tecnico, ma olistico, globale: è facile vedere in esso, in nuce, l’amore per la natura e le nostre preoccupazioni di oggi per la salvaguardia del nostro pianeta, meno facile ma più ricco dipanare tutti i meravigliosi significati che l’albero suggerisce.
Il primo, che riguarda il nostro studio, è la forma della città radio-centrica, ossia organica come lo è una pianta, di cui sono esempio le città medioevali. Il secondo è un pensiero sul tronco, che diventa nella nostra civiltà il prototipo della colonna, simbolo di razionalit à, di armonia e che ci fa pensare alla città classica. . Organicità e razionalità sono quindi connesse come questi due tipi di città, come lo sono il sentimento e l’intelletto, la notte e il giorno, la natura e la civiltà, e molti altri aspetti del nostro mondo dualistico.
A questo punto, anche la civiltà ci mostra la stessa alternanza fra periodi più razionali o “luminosi” e periodi più “oscuri” di organica elaborazione, come lo sono stati appunto la civiltà classica e la civiltà medioevale. Il libro ne ripercorre le tappe fino alla città della pienezza della civiltà europea e oltre, fino al dramma del nostro tempo. In questo percorso, un’esperienza ci appare cruciale, quella del crollo dell’Impero Romano, la vera morte di una civiltà, a cui è seguita la nascita di una nuova, che giunge poi fino a noi, per porci di nuovo di fronte allo stesso dramma: la morte della nostra civiltà, il nascere di una nuova, il travaglio, la confusione, i conflitti che accompagnano necessariamente questo passaggio.
Se si vuole pensare a una nuova città, che rispecchi questa civiltà, dobbiamo quindi porci in un’ottica che vada oltre le contingenze attuali, che sappia comprendere la storia che ci ha preceduti e soprattutto ricavarne l’impulso generatore dei nostri sentimenti, pensieri e azioni sulla città. Questo impulso è precisamente l’armonia fra  sentimento e ragione o, se si vuole chiamarli diversamente, fra cuore e intelletto, che è andata perduta nel nostro tempo. Il sentimento è degenerato nel disfrenamento della libido, delle